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L’immondizia normativa e legislativa



(Riceviamo e volentieri pubblichiamo)
La politica (intesa come attività produttiva di norme e leggi) è rimasta all’era industriale del primo ‘900, dove la produzione era tutto e le scorie si accatastavano e si dimenticavano.

Ormai l’immondizia normativa e legislativa è giunta ad un livello di guardia e il tentativo di coniugare tutti gli obblighi rende il cittadino ormai intollerante.

Quindi gli apprezzamenti dell’elettorato verso coloro che tornano alle maniere spicce e pratiche, lasciando intendere di voler defoltire gli schizzofrenici obblighi della legge, è una inevitabile conseguenza.

In passato, quando il carico normativo diventava opprimente, si assisteva ad un scoppio decompressivo di una rivoluzione o di una guerra. Molti conservatori considerano questa ipotesi come inevitabile.

Una soluzione che potrebbe riaprire nuovi decenni di riaggregazione sociale e di conduzioni di vita veramente soddisfacenti passa attraverso l’elaborazione di una rivoluzione culturale che possa introdurre un efficiente sistema di riciclaggio ed attualizzazione delle norme evitando sanguinose esplosioni.

In fondo esiste anche un limite biologico sulla quantità di norme da poter apprendere, oltre il quale, le stesse costituzioni dovrebbero impedire il proliferare normativo.

In Italia, l’assenza del principio della Common Law e la presenza di una magistratura che non risponde al voto degli elettori a cui amministra giustizia, il processo appare molto più difficile e quindi una reazione più probabile.

Alessandro Pescini

Mark Zuckerberg for President

 

"È la battaglia della nostra epoca. Le forze della libertà, dell'apertura e della comunità globale contro le forze dell'autoritarismo, dell'isolazionismo e del nazionalismo. I sostenitori del flusso di informazioni, del libero scambio e dell'immigrazione contro coloro che vorrebbero rallentarli. Non si tratta di una battaglia tra nazioni ma di una battaglia tra idee. In ogni Paese ci sono persone a favore della connessione globale e brave persone che si oppongono ad essa."

 Questo e' un passaggio del lungo discorso di Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook che ha connesso il mondo, tenuto al commencement alla Harward University.

Mark Zucherberg, 33 anni, che aveva lasciato gli studi per dedicarsi alla sua creatura imprenditoriale, ha ricevuto dalla Harward University la laurea  honoris causa.

Mark Zucherberg insieme alla moglie Priscilla ha creato un fondo nel quale ha messo il suo patrimonio per aiutare le persone a raggiungere il proprio 'scopo'.

Zucherberg dovrebbe essere per formazione, cultura, visione imprenditoriale di enorme successo, il vero candidato per guidare gli Stati Uniti, un grande Paese confuso.

Menare un giornalista fa vincere l'elezione. Almeno in Montana.

 
Questo tale si chiama Greg Gianforte ed è salito agli onori dei media nazionali che hanno tempestato ascoltatori e spettatori per 24 ore con la registrazione dello scontro avvenuto nell'ufficio della sua campagna elettorale a Bozeman, Montana, che ha coinvolto Ben Jacobs, reporter del Guardian.

Secondo la testimonianza dei tecnici della Fox News, Greg  Gianforte, un ex dirigente software, ha preso per il collo con due mani il giornalista lo ha scaraventato a terra spezzandogli gli occhiali.

Televisioni e radio hanno insistentemente mandato in onda per decine di volte nell'arco di una giornata la registrazione audio di questo scontro e la facile previsione era che questo candidato repubblicano sarebbe stato battuto ieri nelle elezioni per un seggio alla camera dei deputati dello Stato del Montana dal suo avversario democratico Quist.

Ma, nonostante lo sceriffo della contea abbia ordinato a Gianforte di presentarsi di fronte alla corte il giorno 7 giugno con l'accusa di assalto, nonostante il tambureggiamento dei media, nonostante le tardive scuse del candidato repubblicano, gli elettori del Montana hanno deciso in larga maggioranza che a vincere la competizione elettorale doveva essere questo energumeno.

A conferma che la incessante predicazione di Donald Trump contro i giornalisti che non gli baciano la pantofola ha ormai lasciato un segno indelebile in una larga parte della popolazione americana che assegna ai professionisti dell'informazione uno dei ruoli più bassi in una scala di accettazione e gradimento.

Ed anche questo è motivo di preoccupazione in una nazione in cui metà della popolazione vive nella cultura alla John Wayne.
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Ne dovrebbero menare più di uno !!!
Marco Stilli
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In vista della tornata di elezioni amministrative in diversi comuni italiani ho un dubbio, caro Oscar: se menare (l’omologo americano di) Mentana fa vincere le elezioni in Montana, menare Montana (nel senso di Tony, il personaggio di Al Pacino in Scarface di Brian De Palma) farà vincere le elezioni a Mentana? 
Franco Biccari
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