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Berlusconi inetto e incapace, portavoce di Putin

Le rivelazioni di Wikileaks:

«Berlusconi inetto e incapace, portavoce di Putin »
I documenti: «Regali generosi» e contratti energetici redditizi. E sul Pais le «feste selvagge» del premier." (titolo del Corsera online)

Questo il giudizio espresso dai diplomatici dell'Ambasciata americana a Roma nei confronti del primo ministro italiano.

Un giudizio contenuto in alcuni delle centinaia di migliaia di telegrammi diplomatici venuti fuori su Wikileaks, il blog che pubblica documenti super riservati che sta mettendo a repentaglio la diplomazia internazionale.

Con molta sincerita' diciamo al Lettore che per noi si tratta di un "gia' visto e sentito" nel corso degli ultimi anni.

E lo abbiamo testimoniato su queste colonne meritandoci insulti feroci da parte dei fondamentalisti che si rifiutano di farsi attraversare da un minimo dubbio sull'oggetto del loro appassionato amore.

Il giudizio inviato da Roma al Dipartimento di Stato, corrisponde purtroppo alle battute ed allo scherno che qui a Washington in maniera nemmeno troppo velata i nostri interlocutori americani o diplomatici di altri paesi ci indirizzano parlando delle cose italiane.

E si tratta di un andazzo che va avanti da anni, alimentato dalle tremende gaffes e cadute di stile del massimo rappresentante della politica italiana. Situazioni imbarazzanti giudicate in Italia dai fans come 'carinerie', mentre in tutto il resto del mondo civile sono oggetto di biasimo.

Ci hanno accusato di minare con questi articoli l'immagine del nostro Paese, perche' per molti i panni sporchi si devono lavare in casa.

Ma quando i panni sono insudiciati da comportamenti tenuti in consessi internazionali non possiamo essere accusati di lesa maesta' se i media di tutto il mondo poi pubblicano fotografie e servizi.

Molti dei sostenitori ad oltranza del cosiddetto cavaliere non comprendono che un conto e' recitare una scurrile commedia all'italiana su un palcoscenico della filodrammatica di quartiere di fronte ad una platea sgangherata ed un conto e' avventurarsi su un proscenio internazionale dove contano le buone maniere ed uno spessore di educazione di fondo che non si compra con il denaro ma deve essere metabolizzato attraverso un umile e costante apprendimento.

Non ci fanno piacere questi giudizi e non ne godiamo. Per fortuna nel corso dei secoli tanti italiani hanno meritato e continuano a meritare il rispetto della comunita' internazionale e del popolo americano.

Ed e' grazie alla ammirazione che spontaneamente i nostri interlocutori riservano all'Italia, al suo patrimonio culturale ed al contributo dato alla nascita ed allo sviluppo degli Stati Uniti che abbiamo rafforzato in questi anni di vita americana il nostro amore per la nostra Terra di origine.

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