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Lucilla da Roma

Caro Oscar,

ho letto e commentato favorevolmente con un amico che riceve a sua volta la tua Letter e la apprezza; ma, soprattutto, ho ripensato al Cairo così come l’ho visitato nel 2008 e mi sono ricordata di quando sono passata per il mercato il primo giorno e la gente ci ha detto che il pane era rincarato di 5 volte!
Soprattutto, pavento la rivalsa dell’Islam e una fiammata di fondamentalismo per tutto il Medio-Oriente, mentre sulle nostre coste sbarcano a frotte e niente mi leva dalla testa la profezia della Fallaci: che questi siano potenziali kamikaze che, come in una crociata inversa, oggi ci invadono infiltrandosi massicciamente ma apparentemente in maniera pacifica, un domani - non lontano - faranno esplodere il nostro caro vecchio continente. Quello che non capisco è come Obama – e la Clinton – abbiamo potuto dichiararsi soddisfatti per la uscita di scena di Mubarak: possibile che non temano di perdere il controllo (se mai ce n’è stato veramente) in Medio Oriente? E a chi, intanto, giova tutto ciò? Non abbiamo la palla di vetro e non vorrei apparire catastrofista ma condivido timori e ansie per il vicino Oriente…

Un caro saluto,
Lucilla
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