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Irene e le americanate viste dall'Italia

37 Confirmed Dead.. 9,000 Flights Cancelled.. 4.5 Million Lose Power..


Ma nonostante questo primo bilancio dell'uragano Irene uno si imbatte nella stampa italiana e legge articoli anche di cosiddette grandi firme su testate nazionali che prendono in giro i soliti americani che esagerano in tutto.

Anche nella prevenzione dei disastri naturali.

Un male antico il nostro quello di irridere la capacita' logistica degli altri di organizzarsi, di mobilitare grandi masse di cittadini in maniera corretta, con largo preavviso evitando i tumulti dell'ultimo momento.

Noi italiani abbiamo la puzzetta al naso in ogni occasione gigantesca che non ci riguarda da vicino e sulla quale siamo pronti a trinciare i nostri inappellabili giudizi ironici. A cominciare dalla lista di sopravvivenza, il kit che tutti i media e le autorita' hanno consigliato di organizzare prima di partire per obbedire all'ordine di evacuazione.

Il presidente, i sindaci di grandi e piccoli centri, i responsabili della protezione civile che hanno lanciato appelli alla popolazione in televisione e radio sono, secondo i luminari di casa nostra, solo dei profittatori del momento che hanno fatto comizi per sostenere la propria immagine.

Noi italiani, incapaci persino di mettere su una finanziaria che ci e' stata imposta dall'Europa,

noi italiani che viviamo bene solo sotto tutela perche' non vogliamo assumerci le nostre responsabilita',

noi italiani che non sappiamo organizzarci come una efficiente societa' democratica, viviamo nella presunzione di poter sghignazzare sul talento di autogoverno degli altri,

noi italiani convinti di poter insegnare al mondo come si vive, mentre il nostro mondo continua ad essere l'angusto palcoscenico di uno scalcinato avanspettacolo dove si agitano maschere dal cerone colante.

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