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Gli indiani vivono di piu' e male


Gli Indiani vivono piu’ a lungo rispetto a 40 anni fa. The Times of India, il piu’ autorevole quotidiano della capitale,apre la sua edizione con un titolo a nove colonne che introduce uno studio pubblicato dalla prestigiosa rivista medica inglese, the Lancet, dal titolo Global Burden of Disease Study

Tra il 1979 e il 2010 le aspettative di vita in India (LE) sono cresciute di 15 anni per gli uomini e di 18 per le donne. La vita media di un uomo indiano arriva a 63 anni mentre quella delle donne a 68.

Ma c’e' il rovescio della medaglia: fino a 54 l’uomo medio indiano e’ in buone condizioni di salute. Dopo cominciano i guai  Per la donna le malattie si manifestano verso i 57 anni.

Lo studio sottolinea che comunque la vita media della popolazione indiana e' inferiore in maniera considerevelo rispetto a quella cinese e americana (senza citare quella italiana).

Un americano vive almeno 13 anni di piu’ di un indiano nonostante lo stress del tirare avanti.

Una delle cause di malattia e mortalita’ in India e’ l’abitudine di cucinare all’interno delle case (si fa per dire) situate soprattutto nelle zone rurali, bruciando nelle chulhas (focolari primitivi fatti con argilla) legna mista a escrementi animali.

Mentre a livello mondiale il nemico piu’ insidioso e' la pressione arteriosa, in India e’ invece l’inquinamento (indoor air pollution) che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita' determina polmonite, cecita’, cancro polmonare, tubercolosi. 

Tra le altre cause che limitano la durata di vita degli indiani  sono indicate una dieta povera di frutta, alti livelli  di glucosio nel sangue, alcool, mancanza di ferro, scarsa attivita’ fisica e incidenti sul lavoro.

Nel mondo le morti per il fumo primario e secondario sono 6.3 milioni dei quali la maggior parte si verificano in India. Gli indiani soffrono di mal di schiena, dolori al collo e depressione.

A questi agenti mortiferi deve essere aggiunto l’inquinamento nei grandi centri urbani dovuto al traffico nel quale sono ogni giorno immersi  milioni di persone impegnate nel raggiungere i luoghi di lavoro e le condizioni tremende determinate dalle fogne a cielo aperto (esistenti nella periferia di Bangalore, ad esempio) sulle quali sono costruiti dei baracchini che vendono cibo e bevande.
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Ovviamente sulla stampa indiana non siamo riusciti a trovare, tra le tante notizie che riguardano il mondo, la nota del  ministero degli esteri italiano che sollecita la sentenza della Corte Suprema indiana in merito al caso dei due 'fucilieri' italiani detenuti da nove mesi.