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Routine, Routine, Routine

Deadly shooting at Umpqua Community College in Roseburg, Oregon

Fa quasi senso doverne parlare mentre imperversano sui canali TV i presunti esperti, agenti di polizia, gente comune, membri del parlamento.

Siamo arrivati a 294 morti ammazzati in 274 giorni dell'anno 2015.

Questa volta e' toccato ad un tranquillo college dell'Oregon, frequentato da duemila studenti con scarse prospettive di successo personale, a meno di colpi di fortuna.

L'autore del massacro si viene a sapere che e' entrato negli edifici scolastici con tre pistole e un fucile semiautomatico ed un sacco di munizioni.

E' descritto come un tipo asociale, chiuso nei suoi problemi esistenziali. Entrato nelle classi domandava chi fosse cattolico e poi lo freddava con un colpo alla testa. Gli altri che non dichiaravano la loro fede venivano colpiti alle gambe o al corpo.

Nove ammazzati e finalmente hanno fatto fuori anche lui nonostante il giubbetto antiproiettile che indossava.

Il presidente Obama ha rilasciato una dichiarazione in cui esprime tutto il suo sdegno per l'ennesimo omicidio di massa che fa seguito di soli tre mesi a quello nella chiesa anglicana di Charleston.

Le parole del Presidente quando ha denunciato che l'America si sta avvitando in una "routine" dovrebbero far riflettere gli uomini di buon senso.

Ma gran pate della popolazione americana e' costituita da gente che vive in una dimensione di ottusita' mentale avvilente.

Negli Stati Uniti ci sono piu' di 470 milioni di armi su un totale di 322 milioni di cittadini.

Si fa riferimento in continuazione al Secondo Amendment della Costituzione che era stato disegnato per consentire ad un popolo di contadini di imbracciare un fucile per combattere contro l'impero britannico.

Dicono che senza un'arma in tasca l'americano medio non si sente realizzato.

Se l'idiota di Roseburg fosse vissuto in Italia, tanto per fare un paragone, difficilmente avrebbe potuto procurarsi l'armeria con la quale ha ucciso nove giovani vite e ferito gravemente altri venti studenti.

Ed allora uno continua a chiedersi dove va questa America. Un paese che rifiuta il tentativo di dare una copertura sanitaria alla gente perche' questo urta con gli interessi delle industrie farmaceutiche, le assicurazioni private, i medici, l'industria ospedaliera privata.

Un paese che sta mettendo in vetrina una selezione di clown che vorrebbero competere per il posto piu' potente al mondo. Un paese nel quale troppo spesso  vale il dio denaro, anche se gli anticorpi democratici poi cosentono di ribaltare le ingiustizie.

Una nazione per tanti versi assurda, incredibile, affascinante.

Ma i morti ammazzati nell'ultimo assassinio di massa sono "routine" come ha detto Obama frustrato e infuriato.

Tra qualche giorno tutto sara' dimenticato come sono stati dimenticati gli episodi che hanno scadenzato la vita mediatica di questa nazione negli ultimi anni.

Riuscira' quesa grande e imperfetta democrazia a trovare un modus vivendi realmente democratico?
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Caro Oscar,
Grazie per la tua.  Purtroppo, noi americani seri siamo disperati per la situazione nel nostro paese, in particolare quella delle armi.  La NRA e veramente "dispicable" e noi cittadini responsabili e non del tutto deficienti, odiamo questa situazione, ma come Obama, non riusciamo a far cambiare le leggi oltraggiose.
Francesca Gamondi

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Caro Oscar Bartoli,
leggo il tuo articolo su Routine, routine, routine ...

Immagino che il dato dei 294 morti in apertura dell'articolo si riferisca ai cosiddetti assassini di massa, quando più di 4 persone vengono uccise nello stesso episodio. La cosa non è ovvia, forse bisognerebbe spiegarlo.
Sicuramente il dato degli omicidi è di gran lunga più ampio. Ricordo che il Washington Post prima dell'estate parlava di oltre 400 uccisioni da parte della forze di polizia, al momento in cui pubblicava la notizia, e credo fosse maggio (sono andato a controllare sul sito di WP: 462 nel primo semestre di quest'anno).

Della sconsolata dichiarazione di Obama di ieri a me ha colpito il passaggio in cui denunciava - con il senso di impotenza che era l'aspetto veramente tragico della dichiarazione - che il congresso impedisce persino che si contino i numeri di questi massacri ... (e infatti tutti questi dati sono di fonte giornalistica, e non ufficiale)

Ora che sono diventato per i casi della vita washingtoniano per qualche mese, apprezzo e condivido ancora di più le tue considerazioni.
Grazie.

Basilio Buffoni
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Carissimo Oscar,
in Italia la situazione è per lo meno grottesca per quanto concerne il possesso delle armi; cito il mio caso personale: in famiglia possediamo, fin dalla metà dell'ottocento, un revolver
Lefaucheux mod. 1861 che era l'arma d'ordinanza di un mio avo, Regio Questore prima a Iglesias in Sardena e poi a Novara. Ovviamente è un cimelio storico, un pezzo da museo che tengo caro perché appunto "di famiglia". Ebbene, l'aveva denunciato al Comando Carabinieri mio Padre di venerata memoria e, successivamente, l'avevo ri-denunciata io. Dopo quarant'anni i Carabinieri, per una recente legge renziana, mi hanno notificato (sono venuti a casa mia) di produrre il documento di detenzione di armi a casa (non il porto d'armi); ho dovuto fare una visita medica con rilascio di certificato che non uso droghe e non sono alterato psichicamente; quindi ho passato una seconda visita da un medico militare che, finalmente, mi ha dato un documento da consegnare al Comando territoriale dei Carabinieri. Tra sei anni dovrò ripetere questo iter per ottenere la proroga per altri sei anni. In complesso ho speso quasi 200 Euro, senza contare il tempo perso.

Eccesso di prudenza con le licenze per le armi in Italia o politica dissuasoria ? Se avessi rinunciato al mio pezzo di storia di famiglia avrei dovuto far venire i Carabinieri a casa per prelevare il "pericoloso" revolver ottocentesco (tipo quello di Buffalo Bill) e avviarlo alla distruzione controllata in un'officina militare ad hoc (questa operazione è gratis !)).

E se Obama per gli USA, per una volta, copiasse dall'Italia ?

Cordialmente.
Dario Seglie
Torino, Italy  

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Caro Oscar, 
è fuori dubbio che la continua ripetizione di stragi negli Usa sia si dovuta a follia, ma che questa affondi nelle storiche radici del Far West. Forse quello che dico è banale, ma in nessun altro Paese civilizzato accade quanto in quello statunitense. 
Un saluto,
Massimo Rosa
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Gentilissimo Sig. Oscar Bartoli,
sono Anna Maria Rossi: ci siamo conosciuti, fugacemente, in occasione della mia presentazione delle opere più belle esposte nella Mostra Picturing Mary, su incarico di Cetti Mangano Perry.
Desidero esprimerle la mia gratitudine per questo suo articolo, poiché io, fin da bambina, in seguito ad alcune vicende familiari, ho sempre provato riconoscenza ed ammirazione per gli Stati Uniti e per i valori di questa grande nazione.
Pertanto soffro per i gravi episodi di cui lei scrive, tanto dolorosi per i protagonisti, ma anche di grande discredito per l'intero paese.
Ritengo che scritti, come questo suo, che ho appena finito di leggere, possano essere di aiuto per correggere errori legislativi così dannosi. 
Augurandole un proficuo proseguimento dei suoi impegni, le invio cordiali saluti
Anna Maria Rossi
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Sono Mauro Lastraioli ,ciao Oscar e complimenti per i tuoi articoli.
Grazie.
Mauro Lastraioli